A oltre trent’anni dalla sua introduzione, la Legge 104/92 viene aggiornata attraverso la Legge 106/2025 e il Decreto Legislativo 62/2024. Non si tratta di una sostituzione della norma storica ma di una revisione mirata ad ampliare le tutele e semplificare le procedure, alla luce delle nuove esigenze sociali e sanitarie.
Le principali novità
- Ampliamento dei beneficiari: non più solo persone con “disabilità grave” accertata, ma anche soggetti con patologie oncologiche, malattie croniche o invalidità pari o superiore al 74%.
- Nuovi permessi e congedi: oltre ai classici tre giorni mensili, introdotte 10 ore annuali retribuite per visite, esami e terapie legate a malattie croniche o oncologiche, sia per il lavoratore malato sia per chi assiste un familiare. Previsto anche un congedo straordinario non retribuito fino a 24 mesi per seguire percorsi terapeutici senza perdere il posto di lavoro.
- Estensione delle tutele ai lavoratori autonomi: per la prima volta vengono inclusi nel sistema di protezione, storicamente riservato ai dipendenti.
- Meno burocrazia e accertamenti uniformi: introdotto un modello unico nazionale, più digitale e rapido, supportato dal certificato medico introduttivo telematico in fase di sperimentazione. L’obiettivo è rendere omogenea la procedura entro il 2027 con INPS come unico ente accertatore. Superato anche il termine “handicap”, sostituito da “persona con disabilità” in linea con la Convenzione ONU.
Nonostante i passi avanti, permangono nodi irrisolti:
- Esclusione di chi ha invalidità inferiore al 74%, che resta fuori da ogni beneficio, nonostante possa avere necessità rilevanti.
- Congedo straordinario non retribuito di due anni: difficile da sostenere per molte famiglie in un contesto di inflazione e fragilità economica; inoltre non permette maturazione di contributi né anzianità di servizio.
La riforma rappresenta un primo passo importante, ma non ancora risolutivo per garantire piena equità e tutela alle persone con disabilità e ai loro caregiver. Alla luce di quanto appena enunciato sarebbe utile interrogarsi sui prossimi cambiamenti necessari affinché temi quali la centralità della dignità della persona in condizione di disabilità, conciliazione vita-lavoro-famiglia e il valore del tempo vengano ulteriormente tutelati.
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